116.000 aziende associate, un solo Consorzio Unitario di Garanzia.

ARTIGIANCREDITO c’è, #ACTNONSIFERMA

15 marzo 2020
In questo momento di emergenza sanitaria ed economica ARTIGIANCREDITO c’è, #ACTNONSIFERMA

Il messaggio, forte, vuole di essere di aiuto e conforto a tutta la platea dei nostri Soci e di tutte le PMI di Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Liguria, Lazio.

L’operatività, ancorché da remoto, è assolutamente garantita e tutti i ns. consulenti (diretti presso le nostre filiali o negli uffici credito di Confartigianato e CNA) sono come sempre (e anche di più in questi giorni) a Vostra disposizione.

Le nostre procedure operative risultano pienamente attive e mantengono quelle caratteristiche di snellezza e velocità di risposta che ci contraddistinguono e che ci avete dato prova di apprezzare negli anni.

Quindi non esitate a contattare i nostri uffici anche e soprattutto per valutare l’opportunità di adire a moratorie e/o sospensione dei debiti bancari esistenti nei termini che i recenti accordi sottoscritti tra ABI ed associazioni datoriali consentono.

Sono operativi i recenti provvedimenti della Regione Toscana su Sezione Speciale al Fondo Centrale di Garanzia, Voucher Garanzia (fino a 5.000 euro di rimborso alle aziende per il costo della garanzia sostenuto), Garanzia Toscana, gestita da Toscana Muove (Rti tra Artigiancredito, Fidi Toscana ed Artigiancassa), garanzia gratuita rivolta alle aziende che temporaneamente risultano penalizzate nei loro indicatori ed inammissibili alla garanzia del Fondo Centrale.

Siamo inoltre operativi da pochi giorni, con un primo plafond di 10 milioni di euro nella concessione diretta di piccoli prestiti a Micro Imprese (fino a 10 dipendente e fino a 2mln. di euro di fatturato) da 5mila a 25mila euro con durata da 36 a 60 mesi.

Stiamo costantemente monitorando l’uscita (che appare imminente) di provvedimenti a carattere nazionale e/o locale che dovrebbero permettere ulteriori facilitazioni finanziarie per le imprese italiane in questa fase straordinariamente impegnativa, che siamo pronti ad integrare con ulteriori 10 milioni di risorse proprie di Artigiancredito.

Insieme, tutti insieme, ce la faremo.


 

Contattate le ns. filiali di Firenze, Bologna, Grosseto, Siena, Arezzo, Livorno, Prato, Pistoia, Lucca, Carrara, Pisa, ed i nostri sportelli di Ravenna e Reggio Emilia.

O gli uffici credito di Cna e Confartigianato di Toscana ed Emilia Romagna.

Tutti i nostri recapiti su www.artigiancredito.it



 

9 Domande (e 9 risposte) per capire meglio il mondo dei Confidi

1. I Confidi sono utili al sistema delle imprese?

I Confidi, oltre al ruolo storico di garante, svolgono una fondamentale funzione di raccordo nel rapporto tra la banca e l’impresa. La polarizzazione delle banche, più che dimezzate nel numero nell’ultimo quinquennio, ha portato a una disintermediazione generale del credito alle PMI e soprattutto delle operazioni di piccolo importo, antieconomiche per gli istituti di credito. Le imprese di minori dimensioni oggi non hanno più un interlocutore in banca.

2. I Confidi sono costosi?

I Confidi devono remunerare sia i costi di struttura che il costo del credito. Le normative sui bilanci dei Confidi, intermediari finanziari vigilati da Banca d’Italia, impongono loro di accantonare somme a seconda del rischio dell’operazione. Il “costo della commissione” non è un costo di mera intermediazione (come accade per agenti e mediatori), ma anche un costo di rischio credito (come per le banche) che cresce in periodi di crisi economica. D’altro canto invece, i Confidi operano con il sistema bancario a tassi finanziari convenzionati e calmierati, generalmente molto inferiori a quelli che la singola azienda sarebbe capace di contrattare direttamente con la banca.

3. I Confidi della Toscana sono deboli?

FALSO. Il sistema dei Confidi regionali, a differenza di quanto accaduto in altre Regioni, ha avuto un sostegno regionale deciso e fondamentale. Di conseguenza, anche in considerazione della sua funzione anticiclica rispetto all’economia, pur subendo contraccolpi con la crisi economica dell’ultimo decennio, è riuscito costantemente a sostenere il sistema delle imprese con un ruolo “sociale”, proprio della sua missione. Il credito alle PMI toscane si ridotto negli ultimi anni molto meno rispetto al resto del Paese.

4. Il sistema dei Confidi non vuole aggregarsi.

FALSO. Il numero dei Confidi è fortemente diminuito negli ultimi dieci anni. In Toscana poi, e Artigiancredito ne è stato primo protagonista con la recente incorporazione di Unifidi Emilia Romagna, abbiamo assistito ai più intensi processi di aggregazione, riconosciuti ed apprezzati  da Bankitalia, che hanno portato alla presenza di strutture tra le più solide e dimensionalmente consolidate d’Italia.

5. La lettera r) del Decreto Bassanini è un freno all’accesso al credito.

FALSO. Se non si vuole ancora citare la situazione della Toscana, basta osservare quanto è avvenuto per esempio nel Lazio. Da quando, nel 2013, l’accesso al Fondo è stato aperto alle Banche il volume dei finanziamenti erogati dal sistema bancario non ha avuto alcun incremento, anzi: nell’ultimo triennio i finanziamenti concessi alle PMI del Lazio è calato di oltre il 30%! Sicuramente è aumentato l’utilizzo del Fondo, ma non ha creato nuova finanza, andando di fatto a coprire i rischi in pancia alle banche e scaricando sul pubblico il credito di scarsa qualità.

6. Con la riforma del Fondo Centrale di Garanzia, il ricorso alla lettera r) è inutile.

FALSO. Se si riconosce il ruolo dei Confidi come cardine del rapporto tra la piccola impresa e la banca, non è così. È fondamentale che non si lasci la guida delle operazioni finanziarie alle PMI esclusivamente alle banche che in assenza della lettera r) potrebbero decidere se ricorrere o meno al Confidi, lasciando le imprese sole nel rapporto con le istituzioni bancarie.

7. Il ricorso diretto al Fondo permette al soggetto pubblico di risparmiare.

FALSO. Un’analisi condotta dall’Agenzia per la Coesione territoriale dimostra che i Confidi selezionano meglio: il tasso di default sulle operazioni controgarantite è pari a poco più di un terzo di quelle presentate direttamente al Fondo dalle Banche. E’ la regola del buon padre di famiglia: i Confidi sono di proprietà degli imprenditori! Il sistema dei Confidi rappresenta una grande risparmio di risorse pubbliche perché mette in sinergia risorse pubbliche e risorse private.

8. Il ricorso diretto al Fondo permette alle imprese di risparmiare

FALSO. Purtroppo la garanzia all’80% acquisita direttamente dalle banche non ha determinato una forte riduzione dei tassi applicati alle imprese che, soprattutto per le imprese più deboli, sono alti e non monitorabili. Il Confidi, invece, svolge un ruolo di arbitro essendo le banche obbligate a comunicare il rispetto del tasso convenzionato applicato al comune cliente.

9. Se la banca utilizza direttamente il Fondo accantona meno

FALSO. La Riforma del Fondo (intervenuta dal 15 Marzo 2019) prevede anche il rischio dei default del Confidi. Di conseguenza la garanzia rilasciata dal Confidi (essendo di fatto equiparata a quella pubblica) pondera zero. La Banca di conseguenza accantonerà la stessa somma che avrebbe accantonato ricorrendo direttamente al Fondo.

 



 
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